«Un appartamento su Urano» di Paul B. Preciado (Fandango)

Paul B Preciado, «Un appartamento su Urano. Cronache di transito», Fandango

«Il mio corpo re-incarnava la femminilità che io avevo disimparato per trasformarmi in Paul nel tentativo di attraversare la frontiera. Il transito richiedeva flessibilità e determinazione allo stesso tempo. Il transito richiedeva delle perdite, ma le perdite mi forzavano a inventare la libertà»

La frontiera è il punto in cui non si è in un luogo preciso, un limbo, una zona franca liminale su cui non svetta alcuna bandiera, utile semplicemente come ponte per condurre da un luogo A a un luogo B. Ma nel momento in cui si sceglie di voler smantellare la funzionalità di quel luogo, cioè di ponte, per tradurlo in avamposto da presidiare, di scegliere di non voler raggiungere alcun luogo sicuro e noto perché il fine ultimo non è il traguardo, ma il transito stesso, allora la frontiera è un luogo che, liberato da ogni catena d’appartenenza, proprio nella sua indefinitezza, trova la chiave di volta e la sublimazione non definita ma esperita, permettendo una vista più ampia e al di sopra delle parti.

Paul B. Preciado, filosofo erede dell’epistemologia sovversiva di Foucault e Derrida, assume di quest’ultimo lo «sguardo deliberatamente sbieco, decentrato, liberato» volto a decostruire il binarismo su cui si poggia il sistema patriarcale neoliberale. «Un appartamento su Urano. Cronache di transito» esce oggi, 10 settembre, per Fandango che nella sua collana «Documenti» sta offrendo al pubblico italiano la possibilità di accedere alle migliori menti e voci dei gender studies, mostrando una militanza spesso assente all’interno del nostro panorama editoriale. Nello specifico abbiamo di fronte una raccolta di articoli pubblicati su giornali e riviste, soprattutto sul quotidiano Libération, tra il 2013 e il 2018 (tradotti in parte da Internazionale) introdotti da un’emozionante prefazione di Virginie Despentes (sempre edito Fandango, vi ho parlato del suo King Kong Theory).

Recuperando il concetto di uranismo che Karl Heinrich Ulrichs nel 1864, ossia la definizione del terzo sesso nata per la volontà di giustificare al tempo l’omosessualità (ad oggi illegale in sessantotto paesi), diventa il ponte indefinito che si colloca nel mezzo del binarismo senza rispecchiarsi nella dicotomia uomo-donna, ma anche di eterosessuale-omosessuale. A partire dal racconto del proprio processo di transizione, l’esperienza del soggetto (Preciado stesso) si frantuma nella collettività ampliando il proprio sguardo alla collettività delle transizioni planetarie.

«Il soggetto e la nazione non sono altro che finzioni normative che cercano di concludere i processi sempre mutevoli della soggettivazione e della creazione della società. La soggettività e la società sono fatti di molteplicità di forze eterogenee, che non possono essere ridotte a un’unica identità, un’unica lingua, un’unica cultura o a un nome unico»

Gli argomenti personali come quelli di attualità politico-sociale si mescolano, sono intercambiabili, fisso invece è quello sguardo nuovo, irriducibile, sorretto da una nuova concezione epistemologica che distrugge la disforia del binarismo con l’euforia di chi viene dal margine e che dalla propria condizione di debolezza urla che «è attraverso la fragilità che opera la rivoluzione».

La trasgressione della norma etero-patriarcale, quella di assegnazione di genere che «è forse, insieme alla razza, tra le più violente di quelle che sono state inventate dall’umanità», e la testimonianza pensata degli eventi come della trasformazione da Beatriz a Paul B. Preciado permettono l’applicazione di uno sguardo che politicizza in maniera inedita il quotidiano attraverso la de-anatomizzazione delle agende politiche, giudizi morali e delle convezioni sociali.

«La mascolinità e la femminilità, l’eterosessualità e l’omosessualità non sono entità ontologiche, non esistono nella natura indipendentemente dalle relazioni sociali e reti discorsive e per questo non possono essere oggetto di osservazione empirica […] I secoli diciassettesimo e diciottesimo non furono soltanto un’epoca di espansione coloniale, di traffico transatlantico e di sviluppo industriale, furono gli anni di un cambio di paradigma negli ambiti della biologia e della rappresentazione anatomica del corpo. […] La differenza sessuale intesa come verità anatomica deriva da questo moderno sistema di rappresentazione»

Continua Preciado affermando una coincidenza su come si è costruita (perché è una costruzione) l’identità nazionale e di genere che proprio perché costrutti non possono essere fondamento, ma soprattutto telologia.

La mutevolezza e la volontà di non appartenere a un determinato genere per motivazioni bio-anatomiche diventa l’eccezione che proprio in quanto esistente non può confermare, ma anzi rescindere, sconfessare, invalidare la regola generale. Il sistema costringe i corpi a essere catalogati unicamente in base alle caratteristiche anatomiche, porta avanti una politica che sostiene il capitale, la dominazione, la tassonomia e l’identificazione, contro ogni forma di collaborazione e mutazione. Ha imposto una forma di necropolitica:

«L’estrema destra, come una parte della sinistra (quella che vede nei rom, nei migranti, nei musulmani, negli ebrei, nei neri, nelle femministe, negli omosessuali la causa del disordine e della decadenza nazionale), vorrebbe farci credere che la soluzione ai problemi sociali o economici viene dall’applicazione di tecniche di esclusione e di morte su una parte della popolazione»

La varietà del testo mostra come il fine ultimo è quello di «superare l’epistemologia razziale e della differenza sessuale, se avremo inventato un nuovo ambito cognitivo che permetta l’esistenza della diversità della vita».

Come primo approccio al filosofo può essere interessante proprio perché essendo una raccolta di testi che nascono come scritti giornalistici brevi, acuti, al loro interno conservano tutto il pensiero di Preciado. Una rilettura del tutto nuova, innovativa, stravolgente che offre l’opportunità che un cambio di paradigma radicale è possibile. Preciado è il punto di non ritorno: dopo la rivoluzione copernicana, è giunta la rivoluzione uraniana. Lasciatevi sconvolgere.

 


Ringrazio di cuore Fandango per avermi dato la possibilità di leggerlo in anteprima.

Di Preciado vi avevo già parlato di Pornotopia che trovate qui

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